L’Idrocefalo Normoteso (o iNPH – idiopathic Normal Pressure Hydrocephalus) è una malattia neurologica molto frequente che colpisce le persone anziane ed è spesso confuso con la Malattia di Parkinson.
1 – L’Idrocefalo Normoteso è difficile da diagnosticare
- È causato dall’accumulo eccessivo di liquido (liquor) cerebrospinale nei ventricoli cerebrali.
- La progressiva compressione sulle strutture cerebrali circostanti disturba alcune importanti funzioni neurologiche.
- Causa disturbi motori, disturbi cognitivi e difficoltà nel controllo della vescica con forti stimoli a urinare (urgenza) fino alla perdita di urina (incontinenza).
- Per questo i sintomi motori (i primi a manifestarsi) si confondono con quelli della Malattia di Parkinson e quelli cognitivi (molto più tardivi) con la Malattia di Alzheimer
2 – L’Idrocefalo Normoteso è un accumulo di liquido che “comprime” il cervello
- Se non trattato chirurgicamente, porta a una invalidità anche grave, sia motoria sia cognitiva.
- Se diagnosticato tempestivamente, è possibile intervenire con miglioramento dei sintomi in oltre il 90% dei casi.
3 – La condizione di Idrocefalo Normoteso è potenzialmente reversibile
- Diagnosi tempestiva: se è una persona anziana e ha difficoltà a camminare, ad es. ha i piedi incollati a terra o strascinati, o ha poco equilibrio – l’Idrocefalo Normoteso deve essere sospettato.
- La diagnosi clinica deve essere supportata da quella radiologica con RMN cerebrale (senza mezzo di contrasto).
4 – È fondamentale la diagnosi precoce per l’Idrocefalo Normoteso
- Se una persona anziana ha difficoltà a camminare – ad esempio i piedi “incollati” a terra o strascinati, una base di appoggio allargata o poco equilibrio – l’Idrocefalo Normoteso deve essere sospettato.
- La risonanza permette di documentare l’ingrandimento del sistema ventricolare e di confermare che si tratti effettivamente di Idrocefalo Normoteso.
5 – L’intervento per Idrocefalo Normoteso è necessario e il recupero immediato
- L’intervento chirurgico di derivazione del liquido cerebro-spinale consente di recuperare autonomia, in particolare nel camminare.
- Si effettua in Centri di Neurochirurgia esperti in questa malattia.
- Consiste nel drenaggio del liquido tramite una valvola regolabile: nella derivazione ventricolo-peritoneale la valvola è posizionata sulla teca cranica, in quella spino-peritoneale sul fianco del paziente.
- È un intervento relativamente semplice; deve però essere eseguito precocemente.
- La permanenza in ospedale è di circa 2 giorni; la riabilitazione, se necessaria, di circa 3-4 settimane.
Il Dott. Claudio Pacchetti è neurologo specializzato nella diagnosi e nel trattamento della malattia di Parkinson e dei disturbi del movimento, con sedi a Milano, Pavia e Matera.